Andrea Ceriani - Visibile assenza - Poesia e Narrativa

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Andrea Ceriani - Visibile assenza

Catalogo
ANDREA CERIANI
Visibile assenza
Golden Press - Euro 8,00

 
 
La voce cupa e sussurrante di un'anima in tumulto. Andrea Ceriani, in Visibile assenza, esclude ogni forma di comunicazione con l'esterno, con gli scenari o i luoghi della vita mortale, per rinchiudere i versi in una sfera di riverberi luminosi, intermittenti e saturi, dove lo spirito faccia veramente i conti con se stesso, libero da condizionamenti, da errori, da accondiscendenti e consolatorie vie di fuga: l'anima di fronte alla percezione del proprio peccato, del dubbio, della fragilità di una scelta.
 
L'autenticità costa cara. È dolore e terrore, spasimo e attesa, barlume di sogno, speranza di estasi, anelito di verità e di luce. La sincerità pesa, incide, scarnifica; punta diritta al bersaglio, ben sapendo che il centrarlo o meno non potrà mai essere dipendente unicamente dalla propria volontà. E allora cancella gli orpelli, tira via ogni appesantimento dannoso e inutile, e se usa della retorica lo fa per rendere più scintillante e vera la lama del pensiero di Fede, non certo nell'illusione di ricevere da essa un qualche, miserevole, conforto che potrà invece arrivare soltanto, nel buio e nell'atterramento della sconfitta, dalla presenza discreta e silente di Colui che unicamente può suscitare, elevare e consolare nel pianto.
 
Le liriche di Ceriani manipolano spesso le percezioni luminose, talvolta impastandole e confondendole in una sorta di gioco di incastri, di opposti, di prove di verità, come allenamenti della speranza, preparazioni, attraverso la pulizia della domanda interiore, all'approdo di salvezza; senza alcuna, neppur minima, certezza, o pretesa, o previsione gioiosa. I giorni, infatti, sono un "cumulo anonimo / e cinereo", nella ricerca ben più corposa e vera di "un giorno perfetto di luminosa notte", dove la contrapposizione archetipica tra Penombra e Luce allude al beffardo contrasto tra la vacuità illusoria della vita mortale e la luminosa visibilità eterna della morte, in capovolgimento concettuale di grande efficacia.
 
Perché la morte, come pensiero incombente, rappresenta colei che "Illumina nel Sole Perfetto il Sepolcro della Notte". Il nostro pensarci e agirci, carnale e finito, è crepuscolo perenne, ovvero l'inganno della vista di chi crede di riconoscere i profili delle cose e sta invece inventando, inganna se stesso, produce fantasie pericolose e fuorvianti. Le lacrime di salvezza nascono dal pianto sepolcrale.
 
Ma il dubbio rimane; e ferisce, in Ceriani, questa oscillazione continua tra un pensiero in grado di sfondare i limiti dell'ombra e la sua stessa limitatezza, fragilità, impossibilità ad andare oltre; cioè il nostro pensiero, limitato e piccolo, desideroso ma velleitario, incapace di discernere a fondo le Presenze Invisibili dalle Assenze Visibili, poiché si tratta sempre di una vista parziale che agisce in una luce parziale, ossia, ancora, la penombra nella quale viviamo immersi fino alla soglia del confine.
 
La frequente ellissi del verbo, che caratterizza molti degli attacchi delle poesie di questa raccolta, sembra accompagnare significativamente, con la sinuosa articolazione di una sintassi in continuo accenno di sospensione, la corrente di pensiero espressivo che anima i versi dei componimenti; come la suggellasse ulteriormente, nel profondo rapporto tra idea pensata (e sofferta) e rielaborazione linguistica che ne restituisce quanto di più autentico può trasmettere, pur nell'inevitabile, e spesso sublime e godibile, mediazione retorica. Benché, è bene ripeterlo, al di là di ogni annotazione di carattere stilistico e di inventiva letteraria, Ceriani insista spesso sul concetto che "siamo inganni, simulacri, apparenze, senza vita se privi della Parola di Grazia". Ma la buona poesia sa essere riflesso, per quanto infinitamente ed inevitabilmente pallido, della Parola di Grazia.
                                             
                                                                                                                                                                                                                 Alessandro Mancuso
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