Edizione 2005 - Poesia e Narrativa

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Edizione 2005

Premio "L'incontro"
Targhe assegnate ai vincitori del Premio L'Incontro - ed. 2005

PREMIO EDITORIALE "L'INCONTRO" - Xa EDIZIONE - ANNO 2005


VERBALE DELLA GIURIA DEL PREMIO



Il giorno venerdì 13 gennaio 2006, alle ore 15.00, si è riunita la Giuria della X° Edizione del Premio Editoriale “L’INCONTRO”, bandito dalla Casa Editrice GOLDEN PRESS, per la fase conclusiva dei lavori di scrutinio delle opere pervenute ed iscritte alla partecipazione del premio, articolato nelle tre seguenti sezioni:

SEZIONE A – Poesia a tema libero

SEZIONE B – Raccolta di poesie inedite

SEZIONE C – Volume di poesie edite

Sotto la presidenza del prof. Alessandro Mancuso sono state effettuate le medie dei punteggi attribuiti a ciascuna delle opere, secondo le modalità e i descrittori precedentemente fissati.  
Si è quindi stilata la graduatoria di tutte le opere, sezione per sezione, procedendo di conseguenza all’individuazione delle opere che avevano ottenuto i punteggi più alti, tra le quali sono state proclamate quelle vincitrici e quelle meritevoli di segnalazione.       
Al termine dei lavori la Giuria ha deliberato in tal senso:


SEZIONE A

1° classificata (opera vincitrice della sezione) la poesia Melisenda e Tristano
di MARIATERESA ZARA con la seguente motivazione:
"Dialogo di raffinato lirismo, in cui la tematica amorosa si intreccia a suggestioni oniriche di ampio respiro e a tratteggi immaginifici estremamente variegati, costantemente tesi tra l’assunto struggente e la conquistata serenità nella passione dei due personaggi. Il ritmo cadenzato e l’andamento musicale del portato sillabico dei versi conferiscono al dettato una robusta dignità letteraria".

leggi la poesia


SEGNALATE le poesie:

·  Le mie radici
di FRANCO FIORINI    

·  Campane
di LUCIANO OBERDAN CAMPATELLI     

· Persone di carta
di ROBERTA CONTE     


SEZIONE B

1° classificata (opera vincintrice della sezione) la raccolta inedita di poesie San Babila
di SERGIO AINA con la seguente motivazione:
"Il fascino delle liriche di Aina, costantemente sospese tra l’enigma intrigante e la butade epigrammatica e sferzante, cattura, coinvolge e diverte. Il fulmen in clausola conclude sovente versi di non semplice lettura e di non immediata comprensione, risolvendo in un lampo, pregevole e non di rado maramaldo, la sospensione giocata abilmente nel corso della composizione. Personaggi accennati in misure di estrema sintesi, eppure sognanti nella loro scarna essenzialità, conferiscono un timbro misterioso e di fascino alle situazioni suggerite; il ruvido di certuni versi crudi (quasi ruggiti, irresistibili nel loro effetto), da comoedia, si sposa abilmente al sublime di formule dense, di aperture improvvise pur senza sorrisi, con un peso fecondo da lanciare in parole. Impreziosiscono il tutto, sebbene non siano affatto squisitamente decorativi ma in linea con lo stile del resto, le composizioni in dialetto lombardo, uniformi ad un genere e ad un carattere poetico corposo e sapido".


SEGNALATE le raccolte:

·  Il vano segreto del mio cuore
di GIACOMO PRANDI;

·  Donna Q dei Giubilei
di AMILGA QUASINO;

·  Il viaggio
di ANDREA CRISTALLI;

·  Il primo accenno di primavera
di FRANCO FIORINI .



SEZIONE C

1° classificata (opera vincitrice della sezione) il volume edito di poesie Avverbi in preghiera
di GENNARO MATINO, EDB con la seguente motivazione:
"Un susseguirsi di poesie preziosissime, raggruppate secondo le varie tipologie avverbiali, per dare una sorta di ordine alle tante cose che un uomo, giorno dopo giorno, avverte l’esigenza di dire a Dio. L’avverbio indica la qualità dell’azione, specificandone le circostanze e le strutture; ecco che allora diventa straordinario sistema di raccolta dei nostri gesti, dei passi, dei pensieri suscitati o suggeriti dalle contingenze del nostro essere vivi. Il messaggio cristiano emerge possente in ogni verso della silloge di Gennaro Matino, ma con le parole degli uomini, con i problemi degli uomini, con gli errori degli uomini. La lucidità dello sguardo disincantato che il poeta, dosando abilmente semplicità espressiva e immediatezza delle riflessioni, getta in numerosi anfratti del nostro mondo attuale è resa possente dal grande slancio d’amore che non manca in nessuna delle considerazioni fatte, neanche nelle più amare. E la preghiera qui non è richiesta, se non di delucidazione; è caso mai bisogno di stabilire un contatto, utilizzando gli strumenti a disposizione. Niente abbandoni mistici ma una forza di fede che orienta e guida, che si rinnova e trae linfa vitale ad ogni passo, persino ad ogni“ sconfitta”.  

          

IL PRESIDENTE DELLA GIURIA

Alessandro Mancuso





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