Maria Principalli La Iacona - Poesie cardiosentimentali - Poesia e Narrativa

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Maria Principalli La Iacona - Poesie cardiosentimentali

MARIA PRINCIPALLI LAIACONA
Poesie cardiosentimentali
Golden Press


Fulminanti come sentenze, ora diretti e taglienti, ora sibillini e allegorici, i versi delle liriche di Maria Principalli La Iacona consentono un viaggio verso i molteplici orizzonti del sentimento.
 
I rimpianti ruvidi, le occasioni della vita con i loro inattesi e imprevedibili rivolgimenti, la passione travolgente, le alate metafore, tutto costituisce materia di rielaborazione nel canto.
 
Appaiono e scompaiono visi, figure, ricordi e tutti insieme esistono in quanto vettori di emozioni, punti fermi di una linea itineraria della vita che si fa tanto più frastagliata quanto più è soggetta ai capovolgimenti di fronte dovuti agli attacchi della passione; un vento che spira forte e cambia repentino, che taglia un bosco al crepuscolo d'autunno e semina foglie come pensieri nel sussurro della fine, che altrove sballotta persone sentimentalmente fragili come naufraghi, che istiga alla folle gara con Dio nella inane superbia di babelica memoria.
 
Ma la passione è il primo motore che alimenta il profondo concetto di "cardiosentimentalità" che Maria Principalli La Iacona scandaglia con magistrale e meticolosa cura, nei componimenti della presente raccolta, facendo ricorso all'allusivo titolo che gioca sull'ambivalenza simbolica del cuore, delle sue ferite, della sua funzionalità come meccanica delle emozioni e, quindi, malattia perenne dell'essere vivi e autentici, pulsanti, costantemente in tumulto.
 
La passione, dunque; e alla passione si paga pegno, non solo nelle memorie letterarie e autenticamente paradigmatiche di Emma Bovary e di Giulietta, che occupano da protagoniste la forza vigorosa delle due liriche a loro dedicate, ma anche nella quotidianità della nostra vita che, epoca dopo epoca, ferita dopo ferita, sogno dopo sogno, assurge al ruolo di memoria e pesa sull'animo, incendia ancora lo spirito nel ricordo, rimescola il nostro essere fino all'abbandono cosciente nelle spire della malattia che nessun medico, neanche il cardiochirurgo più geniale ed esperto, può riuscire a sconfiggere.
 
L'intenso periodare di questa raccolta nutre versi ariosi e limpidi ma tirati ovunque allo spasimo, tesi, concreti, positivi nel loro precipuo costrutto arrembante, che cinge d'assedio una tranquillità impossibile da mantenere, che calca la mano, che invade e pervade, accompagnando il lettore e trascinandolo inesorabilmente nel vortice stesso della propria sudditanza all'amore, incontrovertibile e assoluta: "Il sole mi acceca, fiammeggia, / mi brucia gli occhi / e la ferita fa male / sempre di più..." (da Angelo mio).
 
Il lessico si fa a tratti volutamente guerresco, rutilante e impetuoso ("Guerrieri ardenti / dietro possenti scudi / del razional pensiero / combattono frenetici / passioni e sentimenti", da Guerrieri ardenti), lenito soltanto da momenti di tregua, di quiete, emergenti da rari istanti di abbandono, di estasi alimentata da simbologie oniriche sorrette da accenni a luoghi esotici, indefiniti, ad ogni buon conto lontani ("Saremo una sola voce / un tintinnio di baci / per l'amore ritrovato / approderemo felici / su lidi anelati", da Tu, l'amore), o dallo splendido idillio dedicato al paese d'origine, sulla costa jonica cosentina, in cui il salto nella memoria della fanciullezza ("È tiepida la sera che t'avvolge / dolcemente nel salmastro profumo / misto al basilico in fiore", da Mirto) è approdo felice della mente e del cuore alla solidità delle radici, ai primi sguardi sul mondo, sui volti e sul paesaggio, alle cose che tengono ancorato al terreno anche il cuore maggiormente soggetto alle tempeste passionali.
 
La chiusa è significativamente affidata ad un messaggio universale di eternità, che l'amore sottende comunque, pur nelle bufere delle sofferenze più lancinanti e titaniche da affrontare: "La mia carezza lieve / cancella la tua tristezza. / L'eternità mi accompagna ed io / amore mio per l'eternità / sarò al tuo fianco" (da Ascoltami! Messaggio per te). Dai marosi del sentimento il lirismo, infine, fa sbocciare ancora il fiore insperato di un sorriso.
 
 
                                                                                                                                                            Alessandro Mancuso




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