Saveria Costantino - Se le parole fossero colori - Poesia e Narrativa

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Saveria Costantino - Se le parole fossero colori

SAVERIA COSTANTINO
Se le parole fossero colori
ISBN 978-88-99042-61-5
Golden Press - Euro 8,00

I versi che chiudono la presente raccolta sono probabilmente quelli che meglio inquadrano la personalità poetica di Saveria Costantino: “Chi scrive / (...)si accerta / solo che la comunicazione / non sia interrotta / da inutili fronzoli. / Chi scrive, va senza indugi / dritto all’anima.” (da “Ultima poesia”).
Se per “inutili fronzoli” intendiamo un uso fuorviante di tecniche compositive elaborate ed inautentiche, possiamo senza dubbio affermare che Saveria Costantino non cade mai in questa trappola. Andare “dritti all’anima” è una sua prerogativa assoluta, soprattutto in ragione del fatto che l’anima che filtra dai suoi versi è viva e dolente, in continua oscillazione tra la percezione della gioia di vivere e una sofferenza tumultuosa e accanita.
Fronzoli non sono invece le trovate musicali e luminose del modo che Saveria Costantino ha di cantare la vita in tutti i suoi aspetti, da quelli accesi e meravigliati a quelli melanconici e terribili. I versi si fanno canto interiore senza interruzione e sanno spaziare dagli accostamenti fonosimbolici più immediati alle distensioni verbali e riflessive più elaborate.
La ricca ballata di “Se le parole fossero colori”, che apre la raccolta, presenta accostamenti logici e analogici che ricorrono come strumento precipuo dell’intera raccolta; l’autrice rielabora in chiave cromatica le più disparate esperienze esistenziali, variando, com’è sua caratteristica, tanto i punti di osservazione quanto gli oggetti e i simboli presi a riferimento per il canto.
Le poesie di Saveria Costantino, costruite con una levità ed una scorrevolezza che incanta e cattura, con una perfezione del dettato che poggia con spontaneità quasi indifferente sulla semplicità espositiva, con un garbo ed una delicatezza che solo una voce ferma e sicura ma gentile possono avere, conosce poi stilettate tremende in versi capaci di annientare, di cortocircuitare i pensieri, di trafiggere il cuore del lettore. E allora leggere “Quando è giunta l’ora / dell’amore che manca” fa davvero male, perché arriva inatteso, come un fulmine, una ferita, una pietra scagliata da lontano.           Saveria Costantino convive, pur nel sorriso uniformemente dolce dei suoi versi, con questo macigno che trascina da una vita dentro la propria anima e ne trasmette con leggerezza sofferta un pezzettino a chiunque legga.
Il desiderio di “sparire”, in “L’anima mia”, appartiene invece alla tematica più introspettiva e dolente di questa voce lucida, fresca e discreta, mai sopra le righe, mai imponente o declamatoria, sempre misurata nell’autenticità della trasmissione di un sentire puro quanto consapevole della propria forza comunicativa, anche in senso tecnico ed espressivo.
Come in “Cadon luccicanti perline”, il passaggio di riflessione sul dubbio dello sfruttamento minorile nell’acquisto di un indumento che diventa cifra poetica di luce e di movimento, coglie di sorpresa. Quasi a delineare l’inconscia impossibilità della voce poetica di abbandonarsi al gusto, alla gioia, al divertimento infantile, alla freschezza perché c’è un freno che arresta il poeta sulla soglia della felicità; e il sublime della sua espressività, così come della sua anima, addolorata ed intensa, risiede proprio in questa impossibilità di abbandono totale. È “Il piccolo fiore perduto”.
Altrove l’espediente che crea un fecondo contrasto è la luna, “indifferente all’urlo dell’uomo” che in realtà non è più in grado di lasciarsi meravigliare fantasiosamente dalla sua misteriosa presenza di oggetto luminoso nel cielo della notte, e non di mero satellite. Si tratta di un gioco di rovesciamento dell’incomunicabilità poetica tra il mondo del presente, disincantato e freddo, e la nostra capacità soltanto sopita di nutrire il lirismo romantico, come bisogno primordiale e non come sovrastruttura culturale. Da quel bisogno l’uomo dei nostri giorni si illude di essersi allontanato definitivamente, mentre è proprio l’indifferenza della luna che sancisce la vera, attuale, disfatta di un’umanità distratta ed anaffettiva.
Se il poeta chiede qualcosa lo fa soltanto per rivendicare il proprio diritto a non stare in “silenzio” e a non avere “imprigionata l’anima”. Questo solo, a fronte di tanti dolori impetuosi ma che riesce ad accettare e persino valorizzare, con forze tutte sue e spesso insospettabili e titaniche, questo solo insomma non riuscirebbe a tollerare.
“Tradizioni sarde estive” o “Poesia campestre”, come anche le deliziose filastrocche in rima de  “L’onda” e “Risorgono le viole”, sono liriche di taglio differente, arioso e variato, che hanno il valore di uno squarcio di vitalità immediata, di luci, sapori, emozioni che l’occhio poetico osserva con entusiasmo ma dal suo essere lontano, dalla richiesta di pace, di riposo, del suo cuore in tumulto. Perché al fondo di tutti colori e della fantasia del vivere c’è sempre quell’ombra che sfianca, che non va via, di cui non si può fare a meno perché fa parte della vita quanto delle linee del cuore, dei suoi soprassalti di emozione e delle sue lacerazioni.
                                                                                                                   Alessandro Mancuso


Saveria Costantino è nata a Seminara (Reggio Calabria) nel 1949. Dal 1953 vive a Genova dove ha svolto i suoi studi presso diversi istituti religiosi e insegnato nelle Scuole Materne Statali per circa trenta anni.
È stata promotrice di laboratori di musica e poesia.
Ha pubblicato 13 opere (poesie, diari, ricerca didattica, calendari poetici-pittorici). Si è dedicata allo studio dell’acquerello e del ritratto.
Ha fondato il gruppo “Braille”, per lo studio della scrittura e lettura per non vedenti (1995); ha frequentato per tre anni corsi di recitazione con rappresentazioni pubbliche di testi sacri del 1300 e di Goldoni con i costumi d’”epoca”. Ha sempre amato l’arte fotografica e partecipato a mostre collettive.
Dal 2006 frequenta la Scuola Italiana di Cantoterapia di Claudia Pastorino ed è riuscita a realizzare il suo primo CD di 10 canzoni con la musica del maestro Marino D’Angelantonio. Ha in lavorazione altri libri e altre canzoni.
Altre notizie sull’Autrice sul sito
http://www.poesia.cc/saveria_costantino.html
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